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In fase di ultimazione la commessa per l’automazione dell’impianto di riutilizzo di materie plastiche che prevede 15 quadri elettrici lungo tutta la linea. L’impianto è composto da una rete strutturata con un PLC centrale collegato ai quadri. Questa CPU è il fulcro che va a controllare tutti i sensori presenti in linea.

Su un impianto di queste dimensioni la supervisione è sicuramente un elemento che non poteva mancare. Verrà installato un computer dedicato per gestire tutti i segnali e permetterne il monitoraggio in tempo reale.

Da poco conclusa la commessa per il settore Oil & Gas che prevede il controllo di un riscaldatore da 1,6 MW. Per ottenere la regolazione richiesta il sistema prevede l’utilizzo di tiristori (SCR).

Vogliamo spendere qualche parola per spiegare cos’è un tiristore o SCR (Silicon Controlled Rectifier) e che vantaggi da. Si tratta di un componente simile a un diodo e si differenzia da quest’ultimo per la presenza di un terzo terminale chiamato “gate”, al quale viene applicato un segnale per attivare la conduzione del diodo. E’ formato da un quadruplo strato di semiconduttori p-n-p-n e viene collegato in modo equivalente ad una coppia di transistor secondo lo schema che potete vedere nell’immagine.

Questo componente, accoppiato ad un PID (controllo proporzionale-integrale-derivativo), permette di raggiungere livelli di precisione sensibilmente più elevati rispetto ad un sistema elettromeccanico basato su teleruttori. Inoltre permette anche una maggior velocità di risposta. Va sottolineato anche il fatto che un tiristore non si limita a modulare la potenza con una serie di accensioni e spegnimenti rapidi, ma va ad intervenire sull’onda, tagliandola ad una certa soglia.